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Il piede piatto nei bambini: cause, sintomi e quando intervenire

Introduzione

Il piede piatto nei bambini è una delle condizioni ortopediche più comuni, nonché una delle principali ragioni che spingono i genitori a richiedere una visita ortopedica pediatrica. Durante i primi anni di vita, il piede del bambino è fisiologicamente piatto, questo perché fino ai 2-3 anni l’arco plantare non è ancora formato.

Con la crescita, grazie alla camminata, alla corsa ed allo sport, l’arco plantare tende a svilupparsi. Fino ai 6-7 anni di età dunque, il piede piatto infantile è considerato normale. Se dopo questa età la volta plantare continua a poggiare completamente a terra, si può parlare di piede piatto vero e proprio.

Cause del piede piatto nei bambini

Per comprendere di che tipo di piede piatto si tratta, in primis bisogna aver ben chiara la distinzione tra piede piatto flessibile e piede piatto rigido. Questa valutazione sarà infatti fondamentale al fine di assegnare eventuali terapie. Un test semplice consiste nel far salire il bambino sulle punte:

  • Se l’arco si forma, nel 95% dei casi, si parla di piede piatto flessibile.
  • Se l’arco non compare, è possibile che si tratti di un piede piatto rigido, più raro e da approfondire.

Tra le cause più frequenti troviamo:

  • Predisposizione familiare, sebbene vi siano anche casi isolati all’interno della stessa famiglia.
  • Lassità legamentosa o muscolatura non ancora sviluppata.
  • Ginocchia valghe, che non rappresentano di per sé una causa, ma possono accentuare la predisposizione.
  • Fattori di crescita, con arco plantare ancora immaturo.

Questi elementi rendono la comparsa del piede piatto pediatrico molto diffusa e generalmente non preoccupante.

Conseguenze del piede piatto: quando il sintomo è rilevante

Nella maggior parte dei casi il piede piatto nei bambini non provoca difficoltà e non altera la funzione del cammino. Non è causa di scoliosi né di problemi pasturali importanti. Tuttavia, alcuni bambini potrebbero manifestare dolore ai piedi oppure ai polpacci, specialmente dopo intense sessioni di sport o lunghe camminate, affaticamento precoce oppure si potrebbe notare una consumazione anomala della scarpe.

Bisogna però prestare attenzione al fatto che, nel caso del piede piatto asintomatico, in cui il bambino quindi non sente dolore, non è automaticamente necessario l’utilizzo del plantare. Difatti il livello di gravità viene determinato da uno specialista attraverso test e classificazioni cliniche.

Quando intervenire: segnali da non trascurare

È consigliabile consultare un ortopedico se:

  • dopo i 6-7 anni il piede resta piatto,
  • il bambino lamenta dolore ai piedi,
  • ci sono difficoltà nel correre o nel praticare sport,
  • gli esercizi ed i plantari non riducono i sintomi,
  • il piede appare rigido o poco mobile.

Plantari per bambini: quando occorrono davvero?

I plantari per piede piatto possono essere utili nei casi sintomatici o più marcati. È però importante sapere che il plantare migliora immediatamente il comfort durante la camminata, riducendo i dolori causati dal piede piatto, ma non modifica in modo definitivo la forma dell’osso.

Per ottenere risultati reali è fondamentale associare anche esercizi mirati, come:

  • camminare sulle punte,
  • camminare sui talloni,
  • camminare sul bordo esterno del piede,
  • correre oppure andare in bicicletta,
  • camminare sulla sabbia oppure sull’erba.

Quando bisogna ricorrere alla chirurgia

Quando il bambino avverte dolore persistente ed il piede piatto è severo, l’ortopedico può valutare un intervento. La procedura più comune prevede l’inserimento di una piccola vite che aiuta l’osso a mantenere la posizione corretta; tale vite può inoltre restare in sede nel tempo.

Se dovessero poi essere necessari plantari, tutori o supporti ortopedici, è possibile consultare il catalogo di Sanitaria L&G, dove sono disponibili soluzioni certificate ed adatte alla crescita.

Conclusioni

Il piede piatto nei bambini è molto frequente e spesso rappresenta una fase fisiologica dello sviluppo. Solo una minoranza dei casi richiede plantari, esercizio specifici o interventi. L’osservazione nel tempo, lo sport e la valutazione dell’ortopedico sono i principali strumenti per garantire un corretto sviluppo del piede. Per approfondire altri temi legati alla salute ed all’ortopedia puoi consultare gli altri articoli del nostro blog.