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Esercizi per la spalla congelata

Esercizi per la spalla congelata: contro dolore e immobilità

La ricerca scientifica ha dimostrato che – dopo attenta diagnosi e terapia professionale – l’esecuzione autonoma, purché regolare e mirata, di esercizi per la spalla congelata, può contribuire ad accelerare la guarigione e scongiurare recidive. Ma prima, esaminiamo nel dettaglio di quale disturbo muscolo-scheletrico si stratta.

Spalla congelata: il quadro clinico

Con la definizione comune di spalla congelata s’intende, più propriamente, la capsulite adesiva, una patologia infiammatoria che provoca la perdita di mobilità dell’articolazione omero scapolare.

Cause e fattori di rischio

La sindrome della spalla congelata è caratterizzata dall’ispessimento e dal restringimento della capsula articolare nonché dallo sviluppo di bande di tessuto definite, in gergo medico, “aderenze”. L’origine può essere:

  • di natura idiopatica, quindi senza causa apparente (nella maggior parte dei casi);
  • secondaria a traumi dell’articolazione, come lussazioni, fratture, contusioni, ecc. (meno frequente);

Più certi, sono però i fattori di rischio, ovvero le condizioni che predispongono all’insorgenza della malattia, tra cui:

  • età, più diffusa tra i 40 ed i 60 anni;
  • sesso, le donne sono il doppio più soggette;
  • diabete e disfunzioni tiroidee, circa il 10-20% dei pazienti colpiti da queste patologie manifestano anche la capsulite adesiva;
  • altre malattie sistemiche (cardiovascolari, morbo di parckinson, ipercolesterolemia, artrite, ecc.);
  • pregressa lesione alla spalla, specie se seguita da un lungo periodo di immobilizzazione e se non correttamente riabilitata tramite percorso fisioterapico;
  • utilizzo prolungato di alcuni farmaci.

Sintomi

I segni tipici della capsulite adesiva sono:

  • dolore, localizzato sopra la spalla o irradiato fino al braccio;
  • difficoltà o impossibilità di muovere la spalla, motivo per cui è detta “congelata” o “bloccata”;
  • rigidità, in particolar modo dopo il risveglio;
  • perdita di elasticità, sia pur in assenza di traumi.

Tali sintomi, si manifestano solitamente in maniera progressiva, ossia:

  • nella prima fase, i movimenti dell’articolazione sono molto dolorosi, ma possibili;
  • nella seconda fase, si riduce il dolore ma con esso anche il range di movimento;
  • nella terza e ultima fase, detta di “scongelamento”, l’arco di movimento si amplia gradualmente, fino al recupero totale o solo parziale.

Per la natura stessa del suo sviluppo, la sindrome della spalla congelata può avere un decorso piuttosto lungo.

Rimedi

Fra le opzioni terapeutiche di norma prescritte per la capsulite adesiva si annoverano:

  • trattamento conservativo, ossia terapia farmacologica associata a fisioterapia;
  • trattamento chirurgico, cioè un intervento in artroscopia, nel caso si intenda rimuovere le aderenze, seguito da un piano di riabilitazione.

In entrambi i tipi di trattamento (fisioterapia conservativa e riabilitazione post-operatoria), oltre al consueto ciclo di sedute – di durata variabile, a seconda della severità del disturbo e alla risposta fisiologica del paziente – risulta utile proseguire in totale autonomia con un programma di esercizi (diviso in due fasi). Ciò serve a: accelerare la guarigione e scongiurare recidive.

Esercizi per la spalla congelata: mobilizzazione passiva

Per la spalla congelata, la prima fase della terapia fisica prevede la mobilizzazione passiva, una tecnica volta ad aumentare l’ampiezza del movimento dell’articolazione grazie all’aiuto di pochi semplici attrezzi.

Pendolo 

  • Seduti o in piedi, impugnare con la mano o fissare al polso dell’arto dolorante un peso di 1-2 Kg;
  • far oscillare il braccio lentamente, mantenendolo totalmente rilassato;
  • eseguire il movimento per 5 minuti.

Abduzione 

  • In piedi, impugnare entrambi gli estremi di un bastone;
  • mantenere l’arto congelato rilassato;
  • con l’arto sano spingere lateralmente e sollevare l’altro estremo del bastone e con esso l’arto congelato, fino al punto di massima resistenza (ovvero finché non si avverte dolore);
  • ripetere il movimento 20 volte.

Rotazione interna 

  • In piedi, portare un bastone dietro la schiena in posizione verticale, 
  • impugnare l’estremo inferiore del bastone con la mano legata al braccio congelato e con la mano dell’arto sano l’estremo superiore;
  • mantenere l’arto congelato rilassato;
  • con l’arto sano tirare, ovvero sollevare fino a piegare il braccio dolorante (non superare il punto di massima resistenza);
  • ripetere il movimento 20 volte.

Rotazione esterna

  • In piedi, stringere un foglio o una rivista tra il torace e il gomito del braccio congelato;
  • impugnare entrambi gli estremi di un bastone;
  • con il braccio sano spingere verso l’esterno, senza far cadere il foglio o la rivista;
  • ripetere il movimento 20 volte.

Esercizi per la spalla congelata: esercizi isometrici

Nella seconda fase del programma terapeutico per la capsulite adesiva si inseriscono gli esercizi isometrici, volti ad allenare la forza e la resistenza muscolare.

Muscoli stabilizzatori

  • Seduti, con le braccia tese lungo i fianchi e i palmi appoggiati alla seduta;
  • esercitare una spinta contro la seduta, fino a sollevare leggermente il corpo;
  • mantenere la spinta per 5 secondi;
  • ripetere per 10 volte.

Gran pettorale

  • Seduti, con le braccia tese lungo i fianchi e leggermente spostate in avanti;
  • esercitare una spinta verso il basso, come nel tentativo di allungare le braccia;
  • mantenere la spinta per 5 secondi;
  • ripetere per 10 volte.

Gran dorsale 

  • Seduti, con le braccia tese lungo i fianchi e leggermente spostate indietro;
  • esercitare una spinta verso il basso, come nel tentativo di allungare le braccia;
  • mantenere la spinta per 5 secondi;
  • ripetere per 10 volte.

Pivot della scapola

  • In piedi, di fronte a una parete, sollevare il braccio del lato congelato;
  • posizionare e fermare una palla tra il muro e il palmo della mano;
  • spingere la palla contro la parete (assicurandosi che la spinta venga esercitata dal solo braccio e non da tutto il corpo);
  • mantenere la spinta per 10 secondi;
  • ripetere per 10 volte.