L’elettrostimolazione comporta l’invio di impulsi elettrici alle fibre muscolari attraverso appositi elettrodi posizionati con precisione in corrispondenza del punto motore del muscolo che si intende far lavorare.

Per far contrarre selettivamente un muscolo denervato bisogna porre entrambi gli elettrodi, sul ventre muscolare; occorre usare impulsi isolati di durata sufficientemente lunga (almeno 50 msec) per stimolare direttamente le fibre muscolari. Se il muscolo è totalmente denervato possono essere usati impulsi rettangolari di lunga durata, se è parzialmente denervato, impulsi triangolari o esponenziali per escludere le fibre nervose dei muscoli innervati che, grazie al loro potere di accomodazione non vengono depolarizzati.

 

I vantaggi

 I vantaggi forniti dall’utilizzo di questa metodica sono soprattutto legati al recupero funzionale, in quanto consente di mantenere il tono trofismo della muscolatura anche in caso di immobilizzazione prolungata a seguito di infortuni o interventi chirurgici. E’ infatti possibile stimolare il muscolo senza sovraccaricare l’articolazione su cui esso agisce.

Utilizzando l’elettrostimolazione potremo combattere gli effetti dell’atrofia muscolare, aiutando così il muscolo a mantenersi attivo. Anche per quanto concerne i muscoli denervati, potremo con questi trattamenti di impulsi elettrici bloccare il processo di degenerazione, favorendo così il mantenimento in attività del muscolo interessato. Possiamo dunque affermare senza problemi che l’elettrostimolazione potrà avere degli effetti decisamente positivi.

Esplorando i vari aspetti dell’elettrostimolazione, riguardanti soprattutto la denervazione dei muscoli, ci troviamo di fronte a una terapia decisamente valida ed efficace. Consigliamo dunque di utilizzare questi apparecchi, ovviamente dopo aver consultato prima un medico o un fisioterapista.

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