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TERAPIA CRANIO-SACRALE E PATOLOGIE

ll massaggio cranio sacrale è una tecnica che l’operatore attua tramite un tocco leggero sulle ossa craniche e sulla colonna vertebrale di un soggetto, al fine di stabilire un contatto con il ritmo cranio sacrale della persona, per stimolarlo e assecondarlo.

Mediante leggere manipolazioni, quasi impercettibili per il paziente, il massaggio cranio sacrale è in grado di intervenire sull’intero organismo, tramite i collegamenti con il sistema cranio-sacrale.

 

Questa terapia è utile per chi soffre delle seguenti patologie:

Mal di testa

Questa patologia può essere provocata da un’alterazione del drenaggio dei seni venosi, esiste una tecnica specifica in grado di ripristinare il corretto drenaggio di tale sistema.

Sinusite

Il trattamento craniosacrale è indicato per questa patologia in quanto si avvale di tecniche che, lavorando sui fluidi, sono molto efficaci nella liberazione di eventuali blocchi ai seni nasali.

Compressione dell’osso sacro

Può essere causata da un trauma diretto che crea una lesione intraossea. Questo tipo di compressione può generare disturbi di varia natura ad esempio depressione.

Compressione della sinfisi sfeno-basilare

Questa compressione provoca un notevole rallentamento del ritmo craniosacrale che può provocare sintomatologie varie come ad esempio stanchezza cronica.

Trattamento pre e post partum

Durante il parto naturale è necessario che l’osso sacro sia libero di muoversi tra le iliache per garantire il giusto movimento di nutazione e contronutazione al passaggio del neonato nel canale del parto.
Qualora preesistessero dei blocchi intra ed extra sacrali il parto potrebbe risultare più difficoltoso.
Il trattamento provvede a liberare eventuali blocchi.
Una volta partorito il sacro potrebbe rimanere incastrato tra le iliache, bloccando il naturale ritmo craniosacrale. Ultimi studi hanno individuato un correlazione tra questo fenomeno e la depressione post partum.

Patologie neonatali

Durante il parto il sistema cranico del nascituro è sottoposto a pressioni altissime dovute al passaggio nel canale del parto.
Se per qualche ragione come ad esempio un bambino troppo grande rispetto al bacino della madre, oppure un mal posizionamento del bambino stesso, può verificarsi una forte compressione a livello condilare dell’occipite che va a comprimere il nervo vago, responsabile numero uno dei famosi mal di pancia e reflussi neonatali.
Con la terapia craniosacrale è possibile intervenire da subito sul neonato in modo da liberare le strutture compresse ed evitare l’uso assiduo di farmaci.
Se il bambino avesse problemi di suzione questi possono essere risolti trattando l’intrappolamento del nervo cranico deputato alla funzione della deglutizione.